Lo Schermo e le Emozioni
9 di Shane Acker (USA, 2009)
L'apocalisse si è abbattuta sulla Terra dopo l’avvento al potere della Grande Macchina. La razza umana si è estinta e il pianeta è ormai abitato da alcune creature, frutto di esperimenti scientifici messi in atto prima della completa sparizione degli esseri umani, che stanno cercando di riportare la civilizzazione nel mondo e sconfiggere, guidati dal coraggioso 9, le ultime macchine ancora in funzione. Le creature hanno diversi caratteri e i loro nomi sono i numeri che hanno segnati sulla loro schiena. Il gruppo è composto da 1, un veterano di guerra prepotente; 2, un vecchio inventore; 5, un coraggioso meccanico; 6, un artista visionario; 7, una valorosa guerriera e 8, un guerriero molto grosso che a differenza delle altre bambole ha segnato il numero sulla spalla anziché sulla schiena. Nel gruppo anche due bambole gemelle, 3 e 4, che indossano sempre un cappuccio.
Neverland di Marc Forster (USA, 2004)
Londra 1904. La vicenda racconta di come lo scrittore James Barrie abbia inventato la storia di Peter Pan, il celebre classico di narrativa per ragazzi, rappresentato per la prima volta al Duke of York Theatre. Dopo aver conosciuto la bella vedova Sylvia Llewelyn Davies e i suoi quattro figli, Barries, annoiato dai soliti argomenti letterari del suo tempo, trova una nuova fonte di ispirazione frequentando la giovane famigliola. Con estremo disappunto da parte di amici e parenti, lo scrittore passa il tempo a inventare scherzi e divertimenti con le storie ambientate in mondi fantastici popolati da fate, pirati, castelli e galeoni. Quando lo scrittore decide di portare in scena queste fantastiche avventure, il produttore e la compagnia teatrale mostrano evidenti segni di scetticismo, ma alla fine Berrie riesce a convincere tutti e a portare avanti il nuovo progetto, che, una volta pronto per la sua rappresentazione, riscuoterà inaspettatamente grande successo.
Porco rosso di Hayao Miyazaki (Giappone, 1992)
Marco Pagot è un asso dell’aviazione militare italiana che, in seguito ad un misterioso incidente durante la Prima guerra mondiale, al quale sopravvive miracolosamente, assume per magia l’aspetto di un maiale antropomorfo. Abbandona dunque l’aeronautica e la vita mondana – compreso l’amore per Gina, la bella cantante di un night club allestito su un’isoletta dell’Adriatico e frequentato da contrabbandieri – e si ritira sulla costa dalmata, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell’aria che combatte con il suo monoplano dipinto di rosso, da cui il soprannome “Porco Rosso”. Il film segue le sue avventure tra l’Istria e Milano, in un’Italia immaginaria e realistica allo stesso tempo, mostrata attraverso splendide vedute aeree, nel conflitto col pilota americano Donald Curtis, con i pirati e con il fascismo e nell’amicizia con la giovanissima meccanica Fio.
Un giorno della vita di Giuseppe Papasso (Italia, 2010)
Basilicata, 1964. Il dodicenne Salvatore, con gran disappunto del padre contadino comunista, ha una smodata passione per il cinema che, ogni giorno, lo spinge a raggiungere i suoi amici Alessio e Caterina nel paese vicino per assistere ai film di una saletta di terza visione. Tuttavia, questo smodato amore per il grande schermo metterà Salvatore nei guai: venuto a sapere della possibilità di acquisto di un vecchio proiettore 16 mm, l’intraprendente ragazzino decide di comprarlo per aprire un piccolo cinema, ma per farlo sottrae alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti.
Zero Zero di Marco Pavone (Italia, 2011)
Yuri ha paura di tutto. Dei maestri a scuola, dei genitori, della nonna e del buio della notte. L’unico a dargli fiducia è il pupazzo Cappellaccio, un Grillo Parlante di pezza con la vocazione del missionario e l’audacia dell’eroe. Rintontito dalle eccessive sgridate della madre-padrona e dagli attacchi di panico del padre balbuziente, trascorre una giornata litigiosa in casa della nonna fintamente malata. Di ritorno verso casa, percorrendo una stradina sconnessa, la famiglia ha un incidente in macchina. Yuri, il solo a rimanere indenne, per salvare mamma e papà, dovrà correre a chiamare aiuto, attraversando una selva abitata da spettrali presenze e dal leggendario Fantasma del Bosco, un orco misterioso dagli occhi lucenti e dalle braccia mostruose.
Dragon trainer di Dean DeBlois e Chris Sanders (USA, 2010)
Hiccup è un giovane vichingo che vive in un villaggio sperduto nel nulla, in una landa fredda, inospitale, con poco da mangiare e soprattutto infestata dai draghi. Che la comunità non si sposti è la premessa del racconto e il tratto più importante della dialettica che lo anima: i vichinghi sono cocciuti e invece che spostarsi preferiscono combattere, non a caso sono tutti grandi e grossi. Tutti tranne Hiccup. Figlio del capo del villaggio, Hiccup è secco e inadatto al combattimento, ha una spiccata passione per la costruzione di macchinari – con cui tenta di uccidere draghi – e una conseguente inclinazione per la creazione di problemi, questo fino a che, all’insaputa di tutti, non riesce a catturare il drago più temuto e sconosciuto, solo per scoprire che il diavolo non è cattivo come lo si dipinge. Il ragazzo non si aspetta, infatti, di trovare nel suo sfidante un nuovo amico, che gli insegnerà a guardare il mondo da un’altra prospettiva.