Lo Schermo e le Emozioni
Tatanka di Giuseppe Gagliardi (Italia, 2011)
Michele ha un grande sogno, quello di partecipare alle Olimpiadi di boxe. Tra lui e il traguardo c'è Marcianise, un comune di Caserta dove i ragazzi vengono reclutati dalla Camorra e dove perdura la legge del più forte. Per non dispiacere un amico e per difendere il suo onore, Michele partecipa al saccheggio di un deposito alimentare e finisce otto anni in prigione, dove continua ostinato ad allenarsi. Una volta fuori vuole ricominciare da dove ha lasciato, ma l’ombra lunga della malavita lo lambisce e annebbia di nuovo le sue aspirazioni. Assoldato dal camorrista rampante di turno combatterà nei ring dei centri commerciali e in incontri truccati, rimpinguando le casse del balordo. Umiliato e sfruttato, Michele decide tuttavia di abbattere il sistema a suon di pugni, ritrovando l’orgoglio e il desiderio di riscatto.
Vento di primavera di Roselyne Bosch (Francia, 2010)
A Parigi, nel corso dell'estate del 1942, la Francia è sotto l’occupazione tedesca e gli ebrei sono tenuti ad indossare la stella gialla. Due famiglie ebree devono affrontare, nella notte fra il 15 e il 16 luglio, un terribile accordo tra i nazisti e le autorità francesi per l’arresto e la deportazione della popolazione ebraica francese, seguito dal rastrellamento del Vélodrome d'Hiver. Il quartiere della Butte Montmartre non sfugge a questa sorte, anzi la famiglia di Joseph Weissmann, un bambino ebreo di dieci anni, ed i loro vicini vengono arrestati dopo aver provato a fuggire in diversi modi. Nel velodromo le condizioni sono precarie e malsane: non hanno acqua, sono ammassati e costretti a fare i loro bisogni dove c'è spazio. Il cibo scarso deve essere diviso in modo che ognuno di loro abbia qualcosa da mangiare. Dopo due giorni, i prigionieri vengono deportati in un campo di transito a Beaune-la-Rolande nel dipartimento della Loira. Affamati e deboli, gli ebrei affrontano la fame e la sete. Pochi giorni dopo, i genitori ed i bambini più grandi vengono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz.
Il mio nome è Khan di Karan Johar (India, 2010)
Rizvan Khan soffre sin dalla nascita di una particolare forma di autismo, la Sindrome di Asperger, che gli consente di comunicare meglio in forma scritta che orale e che gli impedisce di intuire le reazioni altrui. Cresciuto con la madre e un fratello geloso delle attenzioni che gli venivano dedicate, ha sviluppato una particolare abilità nel riparare guasti meccanici. Dopo la morte dell’amata madre il fratello, emigrato e in carriera da tempo, gli trova un lavoro come rappresentante di prodotti cosmetici negli Stati Uniti. Qui Khan conosce Mandira Rathore, madre single di un ragazzino a cui l’uomo si affeziona e che, dopo il matrimonio tra la madre e Khan, prenderà il cognome di quest’ultimo. Proprio dal cognome musulmano (Mandira è, invece, hindù) inizieranno i problemi per il ragazzino dopo l'11 settembre 2001. L'attacco alle torri gemelle, infatti, smembra la sua famiglia. Per riunirla, a Khan non resta che un viaggio attraverso l’America, i suoi paesaggi così diversi e le sue nuove paure di paese traumatizzato.
Passione di John Turturro (Italia, 2010)
Lo scenario di base della sceneggiata napoletana è il vicolo ed è esattamente in esterni, sulla strada e nelle piazze che si svolge Passione, il documentario musicale di John Turturro sulla relazione ardente tra Napoli e le sue canzoni.
Offside di Jafar Panahi (Iran, 2006)
Nel giorno della partita di qualificazione per i Mondiali di calcio fra Iran e Bahrain, una ragazza cerca di mimetizzarsi in mezzo a un pullman di tifosi per riuscire ad entrare allo stadio, dove le iraniane non sono ammesse per questioni di buoncostume. Dopo aver acquistato a caro prezzo un biglietto da un bagarino, la ragazza osserva le varie strategie adottate dalle tante altre donne presenti per riuscire a eludere la sicurezza. Solo che, una volta varcati i cancelli, viene presa dal panico e riconosciuta dai militari che la conducono in una zona di detenzione situata nell’ultimo anello dello stadio, dove anche altre ragazze smascherate sono in attesa di essere prelevate dalla polizia.